28 Apr

Covid19 e Antiriciclaggio

Presentiamo questo articolo per fornire una sintesi dei contributi di Banca d’Italia e UIF (Unità di Informazione finanziaria) finalizzati a definire le modalità operative degli istituti di credito nei confronti del Mercato in ambito di attività AML.

Effetti sull’operatività del sistema Bancario nella disciplina antiriciclaggio collegata ai provvedimenti “Cura Italia” e ”Liquidità”

Per fronteggiare l’emergenza sanitaria, il Governo ha emanato i seguenti provvedimenti:

  • decreto legge n. 18 del 17.3.2020, per consentire alle imprese di chiedere la sospensione o l’allungamento dei prestiti in essere. Gli artt. 49, 55 e 46 del predetto decreto disciplinano le modalità ed i termini delle sospensioni dei pagamenti dei prestiti e dell’allungamento della vita residua dei prestiti. La sospensione e l’allungamento dei prestiti è garantito per il 33% dal Fondo Centrale di Garanzia delle PMI;
  • decreto legge n.23 dell’8 aprile 2020, per fornire alle imprese, agli artigiani ed ai professionisti nuova liquidità attraverso la concessione di appositi finanziamenti disciplinati dall’art. 13 del predetto decreto, garantiti dallo Stato tramite la Sace Spa (grandi imprese) ed il Fondo Centrale di Garanzia PMI (piccole medie imprese, artigiani, autonomi e professionisti).

Tale produzione normativa ha prodotto un notevole impatto operativo nell’ambito dell’attività del sistema bancario tese a contrastare i fenomeni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo, di cui al d.lgs. 231/2007, che di seguito andiamo a delineare.

Banca d’Italia, con apposita nota del 10.4.2020, ha raccomandato al sistema bancario italiano, con riferimento alla concessione di prestiti alla Clientela previsti dai provvedimenti governativi, di dover continuare a sottoporre la Clientela a tutti gli obblighi previsti dalla disciplina in materia di antiriciclaggio. La profondità e l’intensità dei controlli da condurre a fini di adeguata verifica andranno comunque opportunamente calibrate, tenendo conto della destinazione dei finanziamenti concessi alle imprese garantite dallo Stato. In particolare, tali finanziamenti dovranno essere utilizzati dalle imprese per far fronte ai costi di funzionamento delle imprese stesse o a realizzare verificabili piani di ristrutturazione industriale e produttiva.

Dopo pochi giorni, interviene sul tema anche l’Unità di Informazione finanziaria (UIF) della Banca d’Italia, che con propria nota del 16.4.2020, riflette le proprie preoccupazioni su una serie di fenomeni illeciti che, proprio nel contesto di diffuso disagio economico generato dalla pandemia potrebbe pericolosamente attecchire.

In tale scenario, l’Unità di Informazione Finanziaria ha comunicato alle Banche i criteri da seguire per la prevenzione di fenomeni di criminalità finanziaria connessi con l’emergenza da Covid – 19. In particolare la comunicazione sottolinea che:

  1. l’attuale situazione di emergenza sanitaria espone il sistema economico-finanziario a rilevanti rischi di comportamenti illeciti: sussiste il pericolo di truffe, di fenomeni corruttivi e di possibili manovre speculative anche a carattere internazionale; l’indebolimento economico di famiglie e imprese accresce i rischi di usura e può facilitare l’acquisizione diretta o indiretta delle aziende da parte delle organizzazioni criminali;
  2. gli interventi pubblici a sostegno della liquidità possono determinare tentativi di sviamento e appropriazione, anche mediante condotte collusive; il mutamento improvviso delle coordinate di relazione sociale aumenta l’esposizione di larghe fasce della popolazione al rischio di azioni illegali realizzate anche on line;
  3. nel descritto contesto è necessario operare in maniera coesa perché gli interventi pubblici raggiungano gli obiettivi prefissati, sostenendo effettivamente persone e imprese in difficoltà, prevenendo possibili effetti distorsivi e preservando l’integrità dell’economia legale;
  4. l’apparato di prevenzione del riciclaggio può rappresentare uno strumento efficace perché, grazie alla sua capacità di coinvolgere l’intera struttura economica del Paese, è in grado di intervenire tempestivamente sulle operazioni in corso e non solo ad ausilio della fase di repressione dei reati;
  5. agli intermediari, ai professionisti, agli altri operatori qualificati e alle Pubbliche amministrazioni, che sono parte attiva del sistema di prevenzione, è richiesto oggi un impegno particolare per calibrare i propri presidi antiriciclaggio nella maniera più efficace; occorre supportare adeguatamente il dispiegarsi dell’intervento di sostegno, ma anche intercettare e comunicare tempestivamente all’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia, ai sensi degli artt. 10 e 35 del d.lgs. 231/2007, tutte le situazioni sospette per consentire l’attivazione dei meccanismi di approfondimento e indagine.

Con la predetta comunicazione l’UIF indica gli aspetti che la Banca deve considerare per individuare e valutare le operazioni quali sospette di riciclaggio e comunicare tempestivamente le stesse alla predetta Autorità finanziaria.

Gli aspetti da considerare da parte dell’Istituto di Credito vengono di seguito richiamati.

Nell’ambito della gestione dell’emergenza sanitaria la Banca deve considerare che sono possibili truffe nei settori delle forniture e dei servizi più direttamente collegati al contrasto del COVID-19, quali:

  • l’offerta e la commercializzazione di prodotti (dispositivi di protezione individuale, igienizzanti, apparecchi elettromedicali in realtà non esistenti, contraffatti o di qualità inferiore agli standard richiesti) specialmente da parte di operatori che non risultano avere precedente esperienza nel settore o in altri analoghi;
  • le manovre speculative su detti prodotti che potrebbero rivelarsi penalmente rilevanti;
  • le proposte di sottoscrizione/vendita di titoli di aziende impegnate nella ricerca scientifica o nella produzione di device elettromedicali;
  • i meccanismi fraudolenti connessi con la raccolta di fondi, anche on line mediante piattaforme di crowdfunding, a favore di fittizie organizzazioni non profit; tali iniziative, apparentemente destinate alle aree colpite dall’emergenza ovvero alle attività di ricerca per il superamento della pandemia, potrebbero invece rispondere a intenti distrattivi. Occorre quindi monitorare i rapporti sui quali confluiscono dette raccolte di fondi, in relazione al profilo del cliente accertato in sede di adeguata verifica e all’utilizzo dei fondi stessi;
  • le pratiche corruttive specie negli affidamenti per l’approvvigionamento delle forniture e dei servizi necessari all’attività di assistenza e ricerca.

Dal prolungato periodo di lockdown scaturiscono per le imprese situazioni di difficoltà finanziaria rispetto alle quali è elevato il rischio di infiltrazione criminale da parte di organizzazioni che possono trovare nuove occasioni per svolgere attività usurarie e per rilevare, o infiltrare, imprese in crisi con finalità di riciclaggio attraverso: a) il radicamento sul territorio; b) il reclutamento di affiliati presso le fasce più deboli della popolazione; c) l’ampia disponibilità di capitali illeciti.

Nella valutazione delle operazioni assumono, quindi, essenziale centralità le informazioni sugli assetti proprietari e sulle operazioni aziendali e societarie (rilevano, ad esempio, gli anomali trasferimenti di partecipazioni, le garanzie rilasciate o ricevute, lo smobilizzo di beni aziendali a condizioni non di mercato), sull’origine dei fondi e sulle effettive finalità economico-finanziarie sottostanti alle transazioni.

Ai professionisti, in particolare, viene richiesto di rivestire un ruolo attivo nella valutazione dell’operatività delle imprese clienti che si trovano in condizione di difficoltà finanziaria, al fine di intercettare ipotesi di abusi delle possibilità offerte dalle disposizioni dirette ad agevolarne la continuità operativa.

Se da un lato, infatti, l’intervento pubblico mira ad allocare nuove risorse finanziarie dove il bisogno è effettivo, soltanto un corretto adempimento degli obblighi di prevenzione – anche in materia di adeguata verifica – e la valutazione di tutti gli elementi informativi disponibili sui richiedenti i finanziamenti potrà arginare il rischio che si verifichino abusi penalmente rilevanti, tanto nella fase di accesso al credito garantito dalle diverse forme di intervento pubblico, quanto in quella di utilizzo delle risorse disponibili.

In particolare:

  • nella prima fase potrebbero emergere sospetti di condotte fraudolente tese a ottenere il finanziamento con garanzia pubblica in mancanza o in violazione dei presupposti stabiliti dalla normativa, mediante l’alterazione o la falsificazione della documentazione necessaria ovvero in violazione delle norme che ne disciplinano l’erogazione; in tale ambito possono venire in rilievo ipotesi di mendacio Bancario e reati di falso nonché fenomeni di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e di indebite percezioni a danno dello Stato;
  • nella fase di utilizzo delle sovvenzioni occorre prestare attenzione alla destinazione dei flussi finanziari, specie se accompagnati da un vincolo di scopo, poiché potrebbero rintracciarsi sospetti di malversazioni a danno dello Stato e attività distrattive collegate anche a reati societari e fallimentari. In tale ambito, vanno valorizzate le procedure per il controllo dei flussi finanziari verso Paesi che presentano elevati rischi di riciclaggio.

Nel monitoraggio delle attività a distanza, assumono rilievo gli strumenti di pagamento elettronici, il cui impiego – senz’altro positivo per assicurare la tracciabilità dei flussi finanziari – è destinato ad aumentare ulteriormente nei prossimi mesi, in conseguenza delle misure di distanziamento sociale, che hanno determinato il passaggio di molte attività di compravendita dal canale tradizionale a quello telematico. Nell’attuale situazione emergenziale aumenta, infatti, il rischio che tali strumenti possano essere impiegati per le truffe on line, mediante il sistema della compravendita di beni inesistenti o contraffatti, ovvero a prezzi sproporzionati. Il ricorso a detti strumenti può divenire più frequente anche in altri contesti illegali, ad esempio nello spaccio al dettaglio di sostanze stupefacenti. Vanno perciò attentamente monitorate le transazioni on line, anche quelle istantanee o richieste con urgenza, attraverso le procedure di selezione automatica delle operazioni anomale di cui i soggetti obbligati si avvalgono per finalità di prevenzione, tenuto conto della tipologia di clienti e della loro attività.

Ugualmente importante è il controllo dei flussi finanziari connessi con il gioco on line, i quali sono destinati ad aumentare in coincidenza della temporanea sospensione dell’attività di gioco su rete fisica.

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In conclusione, l’Istituto di credito, quale destinatario degli obblighi di comunicazione o segnalazione alla UIF ai sensi degli artt. 10 e 35 del d.lgs. 231/2007, deve valutare con la massima attenzione i comportamenti e le caratteristiche delle operatività sintomatiche di rischi di infiltrazione criminale connessi con l’emergenza epidemiologica da COVID-19, anche nell’applicazione delle disposizioni di vantaggio promosse dal Governo a favore del tessuto produttivo del Paese.

Ciascun intermediario, pertanto,è chiamato a svolgere un’analisi in concreto e una valutazione complessiva dell’operatività rilevata con l’utilizzo di tutte le informazioni disponibili per la tempestiva individuazione di fenomeni sospetti.

 Eventuali operazioni sospette devono essere portate all’attenzione dell’UIF con la massima tempestività, al fine di consentire l’attivazione della collaborazione interna e internazionale e anche dell’eventuale esercizio del potere di sospensione previsto dall’articolo 6, comma 4, lett. c), del d.lgs. 231/2007. 

 

 

15 Apr

Finanziamenti agevolati per imprese, start-up, professionisti ai tempi del Covid-19

Interessante iniziativa di formazione online condotta da Lettera I, laboratorio di impresa, rivolta ad imprese e professionisti che vogliono realizzare o implementare un progetto di impresa ricorrendo agli strumenti della finanza agevolata.

Il percorso, il cui inizio è fissato per il prossimo 27 aprile 2020, accompagna i partecipanti a comprendere tutte le fasi dell’accesso al credito partendo dall’analisi della solidità e sostenibilità del progetto d’azienda.

GestioneTesoreria presenterà la propria relazione riferita alle problematiche di gestione della liquidità nella logica della continuità aziendale.

Per conoscere i dettagli dell’intero programma formativo e formalizzare la propria partecipazione è sufficiente visitare la pagina web di Lettera I

Corso LetteraI

12 Dic

Ancora incertezze sul calcolo del DSCR

Sebbene si possa condividere l’opportunità di considerare il flusso di cassa di rimborso del debito finanziario comprensivo degli oneri finanziari, come riportato anche dal Sole24Ore, ossia Quota Capitale + Interessi, nella descrizione del metodo del 1° approccio di calcolo dell’indicatore, il documento del CNDCEC, recita testualmente al par. 3.2.2 che, ai fini della determinazione del denominatore del rapporto DSCR: “Il rimborso è inteso come pagamento della quota capitale contrattualmente previsto per i successivi sei mesi”.

Si rimane in attesa delle determinazioni del Mise per definire i dettagli di calcolo dell’indicatore e fugare ogni dubbio.

 

sole

09 Gen

La Tesoreria: mai più la Cenerentola tra i settori aziendali

La gestione della Tesoreria Aziendale viene considerata come una “parte” dell’ufficio amministrazione, spesso subordinata ad altre attività operative ritenute principali, ma si tratta soltanto di una visione limitata che a volte contribuisce a complicare la situazione economica aziendale.

L’importanza della collaborazione interna

La necessità di dotare la propria azienda di fonti di finanziamento bastevoli ed adeguate è da sempre stato uno dei fondamenti della gestione finanziaria aziendale per sviluppare una strategia finanziaria efficace. In molti casi è proprio la mancanza di collaborazione, o meglio di interrelazione, tra i reparti interni che non ottimizza il modo di lavorare e il raggiungimento dei risultati previsti.

Per tali ragioni, la collaborazione ed il coordinamento tra i reparti è di fondamentale importanza per la gestione di una società. La Tesoreria dovrebbe avere una precisa visione e una conoscenza diretta di tutti i processi produttivi dell’azienda, quindi per una migliore gestione si dovrebbero conoscere tutti gli aspetti produttivi e commerciali.

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20 Dic

Piccole e medie imprese: ottimizziamo la liquidità aziendale e la gestione finanziaria

Nelle PMI la gestione finanziaria, ma soprattutto l’analisi dei flussi di cassa e la previsione della liquidità aziendale, può essere considerato un punto cruciale per la crescita di un’attività commerciale. Esaminiamo gli aspetti principali e le contromisure da prendere per evitare gli errori di gestione più comuni.

Come per ogni impresa, indipendentemente dalla sua dimensione, la gestione della liquidità e dei flussi di cassa risulta essenziale per controllare e monitorare i fondi necessari a pianificare e gestire le attività strategiche e di business.

Negli ultimi anni, sono state proprio le PMI ad essere  maggiormente interessate da fenomeni di inefficace gestione finanziaria o, addirittura, dalla mancanza di qualunque strumento predittivo della liquidità aziendale. A questo proposito cerchiamo di capire quali sono gli errori più comuni che possono compromettere l’andamento finanziario delle PMI in termini di gestione della liquidità e previsione dei flussi di cassa.

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16 Lug

Fluxus Software, la nostra idea di Treasury

prodotto-licenza

Il nostro progetto di creare un software di Tesoreria è divenuto realtà.

L’impegno principale è stato quello di mettere a fuoco tutte le esigenze dei nostri Clienti riscontrate nelle esperienze di lavoro degli ultimi anni e di sintetizzare, in un unico tool, tutte le soluzioni adottate.

Il risultato è stato quello di uno strumento completo, versatile ed efficace nella costruzione di scenari finanziari e nella selezione di quello più efficace o confacente alla realtà aziendale.

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13 Apr

BONUS RICERCA e SVILUPPO 2015: IL MODELLO di CALCOLO in EXCEL

Il Credito di imposta per le attività di Ricerca e Sviluppo: modalità applicative e modello di calcolo in Excel

Rimandando alle normative vigenti l’approfondimento completo dei requisiti soggettivi ed oggettivi per la fruibilità del Bonus Ricerca, si vuole in questa sede fornire uno strumento valutativo circa la determinazione della misura agevolativa fruibile dal Bonus, così come modificato dalla Legge di Stabilità 2015, anche alla luce delle modalità applicative fornite dalla Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 5/E del 16 marzo 2016.

Si richiamano, quindi, per brevità di esposizione, le caratteristiche principali delle spese agevolabili e degli altri elementi salienti per il calcolo della importante agevolazione di natura tributaria che, rilevando per le sole spese sostenute per la Ricerca e lo Sviluppo competitivo, si auspica, possa fungere da volano per il consolidamento delle imprese che fanno del Made in Italy una precisa strategia di crescita.

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01 Apr

RATING ADVISORY – PERCORSO FORMATIVO UNIVERSITA’ DI NAPOLI

Il Rating Advisory diviene un corso di specializzazione Universitaria

Il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Napoli, riconoscendo la valenza della formazione in Rating Advisory, ha infatti sposato il progetto, iniziato dalla Commissione Finanza e Mercati Finanziari dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli e condiviso dall’Associazione Italiana Rating Advisory (AIRA), quest’ultima diretta promotrice insieme all’Ateneo partenopeo, di dare vita e sostenere il nuovissimo corso di specializzazione.

Il Corso si propone l’obiettivo di chiarire, approfondire, arricchire le conoscenze tecniche fondamentali specifiche, necessarie per affrontare la sempre più complessa attività professionale di Rating Advisory, che richiede una solida preparazione multidisciplinare integrata.

I nuovi vincoli operativi imposti dai criteri di Basilea richiedono, infatti, un’attenzione costante a tutti i fattori del rischio di credito che impattano sulla gestione delle imprese e sulle possibilità di accesso al credito.

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15 Mar

Nuova Sabatini: un intervento per il Cash Flow Management

Nuova Sabatini: al via le nuove disposizioni

L’interesse per le agevolazioni finanziarie e/o tributarie è indiscutibile per chi si occupa di Gestione della Tesoreria. Le agevolazioni infatti impattano direttamente sul cash management poiché agli effetti economici generalmente prodotti si affiancano anche quelli di natura monetaria.

Per tali ragioni, Gestione Tesoreria ha inteso creare una sezione del proprio blog alla categoria delle Agevolazioni.

La prima agevolazione di cui tratteremo è la c.d. “Nuova Sabatini”, istituita dal d.l. n.69/2013 ma che richiama la ormai cinquantenne legge 1329 del 1965, attraverso cui le imprese riescono ad acquistare macchinari a tasso agevolato. Tecnicamente, il compratore ottiene un affidamento bancario da un Istituto di credito tra quelli convenzionati (qui l’elenco) con cui viene liquidato il fornitore. Il compratore rientra dell’affidamento ottenuto attraverso un piano di ammortamento della durata massima di 60 mesi e con rate a frequenza discrezionale.

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11 Mar

La Tesoreria: una Area Strategica Aziendale

La Tesoreria, dal ruolo di comparsa a quello di protagonista.

Inserita organicamente tra le attività Amministrative, ad essa è stata per anni riconosciuta la mera contabilizzazione dei movimenti numerari dei conti “Cassa e Banche”.
A ben vedere, però, la Tesoreria misura, è il caso di dire, la bontà di altre scelte aziendali, in quanto queste ultime si traducono sempre e ineluttabilmente in flussi di cassa in entrata o in uscita, proprio quegli elementi di cui la Tesoreria si prende cura.
In periodi di prosperità della vita aziendale, quelli cioè caratterizzati da crescita dei volumi di produzione e da affermazione sui mercati di riferimento, la Tesoreria, o in altri termini gli aspetti monetari, non vengono adeguatamente presi in analisi, per lasciare il posto alle leve economiche e di marketing volte a massimizzare il profitto.

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